Prowein 2013

entrata prowein 2013

Sono partito da Verona sabato 23 marzo con Silvia e con Carlo, mio cugino.
Abbiamo raggiunto Bergamo perfettamente in orario, abbiamo parcheggiato con un lieve ritardo, siamo entrati in aeroporto con un discreto ritardo, siamo arrivati al banco check-in con notevole ritardo, … … e abbiamo preso il volo rayanair per miracolo! 

Si ringraziano, nell’ordine:
1) il tomtom di Silvia in crisi d’identità, 
2) la navetta fantasma del parcheggio
3) Ryanair e la sua unica addetta checkin per 4 voli in partenza

In aereo  ci siamo ritrovati in compagnia di molti vignaioli veronesi conosciuti e il volo è volato in compagnia dello “Zio di Jago” seduto poco distante. 

A Düsseldorf abbiamo alloggiato in una casetta a 20 km dalla fiera, nel nulla (nel sobborgo di Krefeld).
Questo nulla é stata una grande scoperta per Slvia, una condanna per Carlo: la prima avrebbe voluto rimanere sempre in casa, cucinare presto e guardare Grace Anatomy in tedesco…  l’altro avrebbe preferito visitare la città, mangiare tipico e portare campioni di aleatico dell’Elba a tutti i ristoranti,… (Dovrebbe darsi una calmata!). 

 Sabato sera siamo usciti a cena con Peter e Kerstin, gli amici che ci hanno trovato questa meravigliosa casetta.
<<Questa sera andiamo in un ristorante italiano!>> Subito pensavamo ad uno scherzo..
<<Si chiama bella Napoli!>> Il riso lasciava spazio alla perplessità’.. 
Da non crederci!!!  Il ristorante era stupendo, pavimenti in legno, tende soffici, atmosfera tranquilla ed elegante, ma casalinga. É stata una bellissima scoperta!
All’ aperitivo è arrivato in tavola un prosecchino” le Colture” dell’amico Alberto Ruggeri seguito poi, durante la cena, dal  “Vermentino” Guado al Tasso e dal “Ripasso” Allegrini. Abbiamo mangiato davvero bene!
Ore 23.00 già a letto.

stand 
Ecco finalmente il primo giorno di fiera: 2 km a piedi grazie all’entrata   sbagliata, stand magnifico del consorzio Valpolicella. Vicino al mio desk Domenico Fraccaroli e I Campi di Flavio Pra,  Tenuta Chiccheri, Celestino Gaspari, Terre di Leone e molti altri del Consorzio Valpolicella. Poco distante Brigaldara e lo “Zio di Jago”.
Di fronte Champagne Jacquart con una bellissima ragazza bionda.  
Il primo giorno é passato veloce, contatti interessanti in paesi che ancora non avevo ragionato.
Verso sera decidiamo di andare a cena a Düsseldorf in compagnia di Alessia (Monte dei Roari) e di Damiano Peroni (amico ed enologo). Scegliamo una bettola del centro storico dove mangiamo stinco e würstel. Al ritorno la Polizei ci ferma ma Damiano non si scompone e sconfigge l’etilometro. Desidero riportare una sensazione strana legata a quel momento: l’agente che ci ha fermato, donna, molto cortesemente ha chiesto se per caso avessimo bevuto alcolici e se cortesemente potevamo mostrare patente e libretto. Sempre gentilmente ha chiesto a Damiano se fosse disposto a provare l’alcoltest. Vi immaginate in Italia come sarebbe avvenuta la stessa cosa? Sirena spiegata e luminaria blu, due agenti per parte, terzo grado dando per scontato di aver fermato quattro ubriaconi. Forse esagero, però la sensazione è questa..

Il secondo giorno di fiera è passato molto veloce.  Ho girato parecchio, guardando, ascoltando ed analizzando. Queste occasioni sono molto utili anche per confrontare le proprie idee con altre realtà  e per prendere nuovi spunti.  

Ho parlato parecchio in particolare con lo zio di Jago (al secolo Enrico Cascella di villa Spinosa) e con Ampelio Bucci di Villa Bucci.
Il Valpolicella Ripasso Classico Superiore “Jago” di Villa Spinosa è stato il primo vino che ho preso come riferimento quando dal nulla ho dovuto capire quale fosse il mio obiettivo con la Corvina, con il Corvinone e con la Rondinella di San Mattia.
Da Ampelio Bucci voglio imparare invece l’affinamento del vino bianco in grandi botti di rovere, proposto senza fretta, dopo la giusta maturazione sia in legno che in vetro. Il Verdicchio dei Castelli di Jesi Villa Bucci è il mio vino bianco preferito.

E così dopo chiacchiere, assaggi, storie, idee, e tanti volti nuovi siamo arrivati al martedì pomeriggio. Abbiamo salutato gli amici e siamo rientrati nella nostra casetta dispersa nella pianura vicino a Krefeld.
Silvia era cotta ed è piombata nel mondo dei sogni sempre guardando Grace Anatomy in tedesco; io e carlo abbiamo fatto due passi (1,8 km) al fresco (1°C) per raggiungere la cara “Bella Napoli” e farci un piattone di Amatriciana.

 

Author: Giovanni

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